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L'iniziativa di crowdfunding per la casa per ammalati di Suor Elisabetta Barolo in Romania si è chiusa il 31 dicembre 2016

Un grazie immenso a tutti quelli che hanno fatto una donazione!

Ecco il risultato

Risultato raccolta fondi

 

Ed ecco una delle attrezzature, la lavatrice industriale, accanto a Suor Elisabetta

Lavatrice

 

Piccola storia della Missione di Butea

La grande avventura a Butea, piccolo paese di circa 5000 abitanti, situato nel nord della Romania quasi al confine della Moldavia comincia nel 1997 quando Suor Elisabetta Barolo che fa parte della Congregazione delle Suore Missionarie di Nostro Signore Gesù Cristo, la cui casa madre si trova a Villanova Mondovì, insieme a due consorelle, viene chiamata dal vescovo di Jasi, grande città a circa 70 km da Butea, per iniziare la propria missione tra i poveri. La situazione di quella regione della Romania è ancora disastrosa, le possibilità di lavoro sono molto limitate e principalmente di carattere agricolo, un'agricoltura ancora basata sul lavoro manuale con zappa, carretto e cavallo. Al loro arrivo le suore iniziano un instancabile lavoro che prosegue tutt'oggi. Tra le cose principali di cui si occupano, c'è l'assistenza agli anziani soli che vivono nelle loro case ma che non sono in grado di prepararsi i pasti o di andare al pozzo per attingere l'acqua, o di fare le pulizie di casa. Si prendono cura, inoltre, di alcuni bambini provenienti da famiglie disagiate che non sono in grado di provvedere al loro mantenimento o comunque alla loro educazione. Altro servizio importantissimo svolto dalle suore a Butea è quello del Centro Medico. In questo centro oltre a poter contare sulla presenza continua di un'infermiera professionale che si occupa dei prelievi e della distribuzione dei farmaci (per la maggior parte provenienti dall'Italia), in alcuni giorni della settimana vi è la presenza di una cardiologa, di una ginecologa, di un'oftalmologa e di un medico addetto alle ecografie. Questi medici, che vengono pagati direttamente dalle suore, permettono alla gente di Butea di usufruire di visite specialistiche a prezzi bassi o addirittura gratuite se la persona non è in grado di pagare, e soprattutto di non doversi necessariamente spostare a Jasi, a circa 80 km di distanza, che per chi possiede solo un carretto trainato da un cavallino, sono davvero tanti! Un progetto a lungo termine è il laboratorio di cucito che attualmente vede impegnate una decina di mamme. Con questo laboratorio si cerca di dare un po' di lavoro a queste donne e di fare in modo che non lascino i loro figli e la loro casa per venire a cercare lavoro in Italia o in altri paesi così detti “ricchi”, che è una delle piaghe più gravi che affliggono in questo momento il paese. Un altro progetto iniziato nei primi anni 2000, ed ormai completato, è la casa di accoglienza per ammalati, persone in convalescenza non in grado di provvedere da sole a se stesse, persone bisognose di assistenza e di cure, persone in temporaneo stato di necessità, malati terminali ecc… La casa, adiacente alla missione, permette alle suore, e alle aspiranti suore, di poter assistere le persone bisognose in modo continuativo e senza doversi spostare per raggiungerle nelle loro abitazioni.

 

 

 

Ultimo aggiornamento: 10 aprile 2017

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